È il momento dei bilanci e della stanchezza che lascia spazio ai ricordi. Mentre la piazza inizia a spogliarsi delle sue luminarie, nella memoria collettiva di Carbonara restano vividi i momenti di un'edizione straordinaria della festa patronale: i mesi di sacrifici, il lavoro incessante e quell'immagine intensa e tripudiante del glorioso San Michele e del suo pennacchio mentre varcano il portone della Chiesa.
A tracciare il bilancio di questa riuscita edizione è Pierpaolo Gallone, presidente del comitato feste San Michele Carbonara, che in un intervento affidato ai propri canali social ha voluto ripercorrere il percorso e ringraziare quanti hanno reso possibile il successo dell'evento.
L'impegno e la rinascita della tradizione
«Ad aprile siamo partiti con idee chiare e un gruppo che è diventato subito famiglia», racconta Gallone nel suo messaggio. Un collettivo eterogeneo composto da giovani, adulti e anziani, uniti da un unico grande obiettivo: «Ridare alla festa patronale di Carbonara la sua giusta e storica collocazione. Oggi possiamo dirlo con orgoglio: ce l'abbiamo fatta!».
La festa si conferma così il perno centrale della vita del quartiere, un momento di aggregazione che trascende il credo personale: «Il momento di tutti: di chi crede e di chi non crede, di chi partecipa e di chi polemizza. Perché la nostra festa fa parlare tutti, e questo è bellissimo!».
I ringraziamenti e il lavoro di squadra
Il successo della manifestazione è il frutto di una fitta rete di collaborazioni e sostenitori che il presidente ha voluto menzionare calorosamente. Il ringraziamento di Gallone è rivolto anzitutto ai cittadini carbonaresi, sia a chi vive nel quartiere sia a chi risiede all'estero, e agli sponsor che hanno garantito un supporto fondamentale. Un pensiero speciale va a Don Mimmo, alle autorità del Municipio 4 e del Comune di Bari, oltre allo Studio Bovio con Bernardo Bovio e Rosita Faccilongo, definiti «due angioletti silenziosi che da dietro le quinte hanno lavorato in maniera magistrale e impeccabile».
Sul fronte dello spettacolo e della tradizione, un ruolo di primo piano è stato svolto dalla ditta Faniuolo, capace di trasformare la piazza in «una reggia di luce e arte», insieme ai gruppi musicali, alle bande e a tutte le aziende coinvolte. Un plauso sincero è andato infine al comitato organizzativo: dai pilastri della raccolta fondi allo staff del Corteo Storico — curato da Giovanni Campagna con la preziosa realizzazione degli abiti affidata alla madre —, fino a Michele Tataranni per i contributi video e ai tanti giovanissimi che si sono spesi giorno e notte con una passione straordinaria.
La devozione e lo sguardo al futuro
Il bilancio si chiude con una dedica spirituale e un auspicio per la comunità: «Tutto questo lo dobbiamo e lo doniamo con fede e devozione a Lui, il nostro amato protettore San Michele Arcangelo, affinché protegga e custodisca Carbonara, le nostre famiglie, i bambini e quanti soffrono».
La chiusura è un incitamento guardando al futuro: Ad maiora, Carbonara!