Una trasferta o un viaggio di lavoro trasformato in una vera e propria prova di resistenza. È la situazione che sta vivendo in queste ore un gruppo di cittadini baresi, bloccato all’aeroporto di Roma Fiumicino dalle ultime ore del pomeriggio di ieri.
Il volo di rientro per la Puglia, inizialmente programmato nella fascia serale attorno alle 20:30, è stato prima rinviato e poi congelato a tempo indeterminato. Il maltempo eccezionale che si è abbattuto su diverse zone della penisola ha indubbiamente creato criticità all'intero sistema dei trasporti, e la sicurezza dei voli resta la priorità assoluta per qualsiasi compagnia ed ente di gestione. Tuttavia, quello che i passeggeri contestano con forza sono le condizioni d'attesa e la gestione dell'emergenza.
Tra le persone bloccate nell'impianto capitolino figurano anche famiglie con minori e bambini piccoli, costretti a trascorrere la notte su sedie e soluzioni di fortuna. Secondo le testimonianze raccolte direttamente dai viaggiatori fermi a Fiumicino, il supporto fornito sul campo si sarebbe rivelato pressoché nullo: nessuna sistemazione alberghiera garantita per la notte e, come unico ristoro per l'attesa prolungata, un voucher di circa 8 euro a persona destinato alla prima colazione.
La speranza di un rapido rientro era riaffiorata nella mattinata di oggi, quando le schermate dei voli indicavano una possibile partenza tra le 13:40 e le 14:40. L'orario indicato è tuttavia trascorso senza che la situazione si sbloccasse, prolungando l'attesa oltre la soglia delle 24 ore consecutive.
Riconoscendo le oggettive difficoltà legate alla gestione delle emergenze meteo, resta difficile comprendere come non sia stato attivato un piano d'assistenza adeguato per tutelare i passeggeri, in particolare le fasce più fragili. Un gruppo di nostri conterranei chiede soltanto di poter rientrare a Bari e di ricevere le informazioni dovute in momenti di simile disagio.