L'attore Brando Rossi si racconta a ILBARESETV (ILB)

Dalle imitazioni sui banchi di scuola al grande pubblico: il noto volto comico si racconta tra debutti con Nico Salatino, scene in Rai e lo sguardo rivolto al futuro

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L'attore Brando Rossi si racconta a ILBARESETV (ILB)

Un volto amato dal pubblico, una verve comica innata e una carriera costruita passo dopo passo sul palco e davanti alle telecamere. Brando Rossi, conosciuto e apprezzato ben oltre i confini pugliesi — complice la storica militanza nel cast del Mudù e le recenti apparizioni su Rai 2 —, si racconta in questa intervista ripercorrendo le tappe fondamentali della sua vita artistica: dagli albori tra i banchi di scuola fino alla consapevolezza di aver trasformato la propria passione in una professione.

​Come nasce la tua passione per il mondo dello spettacolo?9

​Brando Rossi: Per chi fa il comico si tratta di un'attitudine innata, qualcosa che ti porti dentro fin dalla nascita. Fin da bambino mi piaceva far divertire i compagni di scuola, gli amici e la famiglia. Passavo il tempo a fare l'imitazione degli animali o a riproporre le gag dei grandi comici dell'epoca, dai classici del cinema d'altri tempi fino alle macchiette più celebri. Per me far ridere gli altri era naturale, quasi una necessità.


​C'è stato un momento preciso in cui hai capito che questa inclinazione sarebbe diventata il tuo lavoro?

​Brando Rossi: La primissima esibizione su un palco l'ho fatta a 13 anni. Non si trattava della solita recita scolastica, ma di un vero e proprio spettacolo organizzato tra le classi. Mettemmo in scena una poesia in dialetto barese del grande Vito De Fano: a me toccò un ruolo femminile e, come potete immaginare, vedere un giovanissimo comico nei panni di una donna scatenò subito risate a crepapelle.
​Tuttavia, l'idea di farlo come professione vera e propria è arrivata più tardi, verso i 22-23 anni. Era il 1990 quando ho debuttato nello spettacolo "LA ZIT INDO LIT" come coprotagonista al fianco di un gigante del teatro e della comicità barese dell'epoca come Nico Salatino. Era uno show improntato sui canoni della commedia dell'arte, con moltissima improvvisazione. Vedere la reazione del pubblico, che rideva e partecipava attivamente grazie al mio personaggio, mi ha fatto scattare la scintilla: lì ho capito che quello poteva e doveva essere il mio mestiere.


​Qual è il momento più bello della tua carriera e c'è qualcosa che non rifaresti?

​Brando Rossi: Dico sempre che il momento più bello deve ancora venire! Ho avuto tante soddisfazioni, sia nella televisione regionale sia su contesti nazionali, come le puntate del Mudù andate in onda su Rai 2, oltre a progetti teatrali e produzioni cinematografiche e fiction che negli anni mi hanno permesso di esplorare diversi linguaggi espressivi. Ci sono ancora tanti progetti ambiziosi nell'aria, per cui guardo avanti.
​Quanto al passato, non c'è nulla che non rifarei. Ogni percorso artistico prevede anche degli "incidenti di percorso", ma sono anche quelli a insegnarmi il mestiere e a farmi diventare l'attore che sono oggi. Il mio vero sogno nel cassetto era riuscire a vivere di questo lavoro, fare l'attore di professione. E posso dire, con orgoglio e gratitudine, di esserci riuscito.


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