Raccontare lo sport significa, prima di tutto, dare voce a chi lo vive con viscerale passione quotidiana. All’indomani della mancata qualificazione della Juventus alla prossima Champions League, abbiamo voluto ascoltare il polso della piazza locale, facendoci portavoce del disappunto, delle riflessioni e delle speranze dei tantissimi sostenitori bianconeri presenti sul nostro territorio.
A tracciare un bilancio lucido e appassionato del momento è Mimmo Sciacovelli, referente per le comunicazioni dello Juventus Official Fan Club "Spirito Gobbo Gianluca Vialli" di Bari, che raccoglie il sentire comune di un popolo ferito ma pronto a ripartire.
Un'annata nata nell'incertezza
Il verdetto del campo, per quanto doloroso, è da ricercare in problematiche emerse già all'inizio dell'anno sportivo. Le premesse stagionali portavano con sé dubbi evidenti che la piazza aveva già ampiamente percepito:
«Siamo qui a commentare una delusione grandissima, una vera e propria disfatta per la nostra amata Juventus. Purtroppo non si tratta di un esito del tutto inatteso, se consideriamo le previsioni e l'incertezza generale di inizio stagione.»
I nodi cruciali, secondo Sciacovelli, si legano alla gestione tecnica iniziale e a una programmazione di mercato non lineare:
«Siamo partiti con la riconferma quasi forzata di Igor Tudor, legata principalmente agli impegni del Mondiale per Club. A questo si è aggiunta una campagna acquisti che è apparsa a tratti casuale: basti pensare alla trattativa per Kolumani, durata due mesi, per poi ripiegare nell'ultima giornata su Openda, rivelatosi purtroppo l'oggetto misterioso di questa stagione.»
Il lavoro di Spalletti e la fragilità del gruppo
«A mio avviso Spalletti ha fatto un ottimo lavoro. Ha ricreato un gruppo squadra e ha dato un'identità tattica precisa. Purtroppo, però, questo non è bastato: la fragilità dei calciatori e dell'intero organico è emersa prepotentemente nei momenti decisivi della stagione.»
La continuità tecnica resta comunque un punto fermo da cui il club di Bari auspica si possa ripartire:
«Io continuerei con Spalletti, ma a patto di affiancargli una figura dirigenziale di spessore.»
Il sogno societario: il ritorno di Alessandro Del Piero
La ricostruzione della Juventus, nella visione che unisce i soci dello "Spirito Gobbo Gianluca Vialli", non passa solo dal campo, ma richiede un rinforzo politico e istituzionale ai vertici societari.
«Chiellini è un ottimo elemento, ma serve altro. Serve una figura più politica e istituzionale, che faccia da collante tra la proprietà e il gruppo squadra, e che goda di una forte reputazione a livello europeo, in ambito UEFA e FIFA. Tutte queste caratteristiche risiedono in una sola persona: Alessandro Del Piero.»
Il ritorno dello storico capitano rappresenta l'auspicio più grande per l'intera comunità di tifosi, il tassello ideale per riconnettere l'anima del club alla sua dirigenza:
«È il sogno di noi tutti juventini: che Del Piero possa finalmente ricevere la famosa chiamata per essere posto alla guida della società. Siamo la Juventus e dobbiamo tornare presto a vincere.»